4 settembre 2025
6 settembre 2025
4 settembre 2025
6 settembre 2025

Venerdì 5 settembre 2025

ore 18,30-21
Programma
ore 18,30 | Serra del Grumello

Fabula Rara

Ideazione e drammaturgia Alberto Pederneschi
D
anza e coreografie di e con Francesca Cervellino
Con Alberto Pederneschi alla batteria, alle percussioni e alle musiche

Fabula Rara è un dialogo seducente tra Musica e Movimento. Paesaggi onirici e cruda realtà, sentori arcaici e sperimentazione sono gli elementi che danno vita a questa fiaba contemporanea. La performance, strutturata in quadri immaginari, narra delle molteplici metamorfosi dell’essere umano teso al costante superamento dei propri limiti. Audaci improvvisazioni, coreografie e scrittura musicale si intrecciano creando un coinvolgente percorso narrativo e un caleidoscopio di stati d’animo, flussi emotivi e suggestioni.

Francesca Cervellino

Francesca Cervellino è danzatrice/performer, coreografa, artista marziale. Inizia a studiare danza e teatro sin da giovanissima, passione che la porterà ad approfondire la sua formazione anche all’estero con insegnanti e compagnie di fama internazionale. Si forma in danza contemporanea, teatro-danza e Contact Improvisation in Italia e all’estero frequentando tra gli altri il “Laborgras” Studio di Berlino e il “Dance New Amsterdam” di New York. Nel 2011 viene selezionata per studiare a Londra con il gruppo DV8 (Physical theatre). È insegnante di danza, Qi gong e Arti marziali interne cinesi. Come danzatrice e attrice/performer collabora con diverse realtà teatrali della Lombardia e compagnie di danza italiane. Nel 2018 è co-fondatrice del Collettivo Kun, gruppo di ricerca di danza contemporanea e arti performative con il quale produce spettacoli, performances e progetti artistici multidisciplinari. I suoi lavori sono andati in scena al Teatro San Teodoro di Cantù, Teatro Sociale di Como, Teatro Lauro Rossi per Macerata Opera Festival, Festival Romaeuropa, Can Batllò di Barcellona, Festival JAZZMi e Festival Ticinoindanza.

Alberto Pederneschi

Alberto Pederneschi è batterista e percussionista, nasce a Milano nel 1971. Affascinato da un utilizzo non convenzionale dello strumento, dà vita a “Microcosmo”, progetto in solo per batteria preparata. Nel 2021 pubblica il CD dal titolo omonimo con l’etichetta inglese FMR Records. è co-autore di Prima Luz duo con il pianista Antonio Vivenzio. Attualmente collabora con: Val Bonetti & The Hot Jazz Machinery, Osmosi Trio, Camilla Barbarito & Sentimento Popolare, Red Sails. Alcuni artisti con cui ha collaborato: Lucia Bosè, Giovanni Nuti, Roberto Dani, Patricia Zanco, Yuri Goloubev, Marco Brioschi, Aronne Dell’Oro, Paola Tintinelli, Alberto N.A. Turra, Carlo Nicita, Gabriele Orsi, Yuriko Mikami, Fakhraddin Gafarov, Luca Dell’Anna, Raffaele Kohler, Simone Mauri, Nema Problema Orkestar, Alfredo Ferrario, Max Ferri, Claudio Sanfilippo, Simone Massaron, Simone Maggio. Festival/Manifestazioni: RAI Radio 3 “Piazza Verdi”, JazzMI, Carroponte, Jazz in Sarpi, Tremezzina Music Festival, Cala Gonone Jazz festival, Lugano Long Lake Festival, Bià Jazz Festival, La mar de Musicas - Cartagena Spagna, Break in Jazz, Summernite Jazz, Amfiteatrof festival, Sonata Island Festival, San Benedetto acoustic guitar festival, Premio Bindi, Fetival Teatro Montescudaio.

ore 19,30 | Cedro della Villa

CHEZA

Progetto di e con Ernesto Aleixo
Supervisione alla regia e coreografia di Roberto Castello
Con musica dal vivo di Marco Martinelli
Produzione ALDES
Con il sostegno di MIC / Direzione Generale Spettacolo, REGIONE TOSCANA / Sistema Regionale dello Spettacolo

In swahili (la lingua nazionale della Tanzania e di molti paesi dell’Africa Orientale, la lingua di origine bantu più parlata al mondo) ‘cheza’ significa ballare, suonare, giocare o giocare d’azzardo e, a seconda del contesto, può venire ad assumere infinite altre sfumature di significato. Nel sud del Mozambico, dove vive Ernesto Aleixo, si sente spesso usare ‘cheza’ quando si eseguono le danze tradizionali per incitarsi vicendevolmente ed evitare che il ritmo e l’energia calino. Cheza è eleganza, gioco, sensualità e sintonia con il momento ma può arrivare anche ad essere una richiesta di aiuto o un ordine.

La performance si colloca su un sottile crinale tra tradizione Makonde (il popolo cui Ernesto Aleixo appartiene) e contemporaneità prendendo a modello l’approccio dei più consapevoli e coraggiosi musicisti jazz degli anni della decolonizzazione e del black power, a partire da Ornette Coleman. Un approccio in cui il corpo diventa lo strumento per un flusso di improvvisazione completamente libero e irriflessivo che combina senza pregiudizio modernità ed un passato, anche ancestrale, vissuto e dimenticato, che dimora nel corpo senza che il proprietario ne sia consapevole. Nessuno spazio per la nostalgia ma solo il desiderio di non recidere le radici di un passato che è esistito e che deve essere una risorsa cui attingere per non perdere il ritmo della vita e la propria identità.  Cheza, nella sua polisemia, nell’essenzialità dell’accompagnamento musicale di Marco Martinelli e nell’impetuoso flusso di coscienza gestuale di Ernesto Aleixo, viene a delineare un testo fondamentalmente politico, tanto ricco e sorprendentemente potente, quanto assolutamente impossibile da ricondurre alla schematicità del linguaggio verbale.

Ernesto Aleixo

Ernesto Aleixo è un danzatore e percussionista mozambicano, coordinatore di un gruppo di danze e canti tradizionali Maconde della provincia di Cabo Delgado, collabora con coreografi mozambicani ed internazionali; è interprete nella produzione di Roberto Castello "Karingana Wa Karingana" all’interno del progetto “Tempi Moderni Mozambico“, nell’ambito del bando Boarding Pass Pluss del Ministero della Cultura. Nel 2025 vince una borsa di studio per Borgo Live Academy curato da Artisti Associati di Gorizia, dove ha tenuto anche delle masterclass di danza tradizionale di Cabo Delgado (Limbondo).  Il suo ultimo assolo, "Cheza", debutterà al Visavì Festival '25.

Roberto Castello

Roberto Castello è danzatore, coreografo e insegnante, tra gli iniziatori della danza contemporanea in Italia. Nei primi anni ‘80 danza a Venezia nel “Teatro e danza La Fenice di Carolyn Carlson”, dove realizza le sue prime coreografie.  Nel 1984, è tra i fondatori di Sosta Palmizi.  Nel 1993 fonda ALDES, con cui conduce sperimentazioni tra danza, arti visive e nuove tecnologie e realizza numerose produzioni teatrali e non.  Dal 1996 è curatore di varie manifestazioni e rassegne e, dal 2005 al 2015, è stato docente di coreografia digitale presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. A partire dal 2008, con ALDES, cura il progetto “SPAM! rete per le arti contemporanee” nella provincia di Lucca, ospitando residenze, una programmazione multidisciplinare di spettacoli, workshop, attività didattiche, incontri. Nel 2017 crea e cura il blog “93% – materiali per una politica non verbale” una piattaforma di riflessione, confronto, e scambio di materiali sul linguaggio non verbale. Nel 2021 Altreconomia pubblica “Trattato di economia – Riflessioni semiserie sulla dimensione economica dell’esistenza”, scritto con Andrea Cosentino e partecipa alla pubblicazione del volume “Nel migliore dei mondi possibili. Intorno all'opera di Roberto Castello” curato da Valentina Valentini insieme a Chiara Pirri e Valeria Vannucci, edizioni Ephemeria.  Durante la sua carriera, collabora, tra gli altri, con Peter Greenaway, Eugène Durif, Rai3 / Fabio Fazio e Roberto Saviano, Studio Azzurro. Si è sempre battuto per il riconoscimento della danza contemporanea e per un sistema dello spettacolo equo, efficiente e sostenibile.  Ha ricevuto il Premio UBU nel 1985, 2003, 2018 e 2022.

ALDES

ALDES è un’associazione di artisti e operatori culturali che dal 1993, sotto la direzione di Roberto Castello, produce e promuove opere di sperimentazione coreografica con particolare attenzione alle forme di confine fra danza e arti visive, danza e nuove tecnologie, danza e teatro, realizzando spettacoli, video, installazioni, performances e manifestazioni che hanno come oggetto il corpo, il movimento e la loro rappresentazione. ALDES è un esperimento di gestione responsabile della cultura, dell’azione artistica e del rapporto con il territorio, sperimentando modalità organizzative che mirano a sgravare gli artisti da ogni onere burocratico. A partire dal 2008 in provincia di Lucca ALDES dà vita a “SPAM! rete per le arti contemporanee” ospitando residenze e una programmazione multidisciplinare di spettacoli, workshop, attività didattiche, incontri.
Nel 2017 crea e cura il blog “93% – materiali per una politica non verbale”, una piattaforma di riflessione, confronto, e scambio di materiali sul linguaggio non verbale. Nel 2018 ALDES riceve Premio Ubu Speciale per il ‘progetto ALDES’: “Per il costante lavoro di ricerca coreografica unito alla ricerca di nuovi pubblici e per aver dato vita ad un vivaio di talenti nel campo della danza contemporanea che è divenuto riferimento a livello nazionale e ha saputo creare una cifra artistica riconoscibile, ma non ancorata alla singola poetica di un unico artista”. ALDES è sostenuta dal MIC – Ministero della Cultura, da Regione Toscana / Sistema Regionale dello Spettacolo e dal 2013 è Residenza Artistica nel quadro della legge toscana per la cultura. È inoltre sostenuta dal Comune di Capannori e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.

ore 20,30 | Cedro della Villa

Dove cresce ciò che salva | Archivio sentimentale del movimento

Spettacolo di e con Francesca Foscarini
Produzione Associazione Culturale Zebra
Con il sostegno di Associazione Culturale VAN Fuorimargine – Centro di produzione della danza in SardegnaIntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia/Circuito CLAPS

Nella vita è la nostra salvezza; non solo la nostra vita, ma la vita del vivente” dice Ginevra Bompiani, parafrasando un verso di Hölderlin. Pensieri e parole che diventano titolo, guida, monito dell’ultima ricerca artistica di Francesca Foscarini.  Una ricerca che, per necessità e desiderio, si dispiega tutta all’aperto, e allo scoperto, proprio lì dove cresce ciò che salva. Lì dove le pietre – ossa della terra, scheletro del mondo, nostro scheletro – diventano l’archivio delle forze che compongono e decompongono la vita. È su questa presenza (assenza) enigmatica che si traccia la mappatura del viaggio dell’artista, nel tentativo difficile, mai rassicurante, di recuperare la memoria biologica perduta: lì dove, forse, abbandonata la difesa della razionalità, abbandonato il tempo, è possibile riavvicinarsi all’inconcepibile universo e a noi, viventi tutti, sognando.

Francesca Foscarini

Francesca Foscarini è coreografa, danzatrice e formatrice attiva nel panorama nazionale e internazionale della danza contemporanea. La sua ricerca autoriale, iniziata nel 2009, indaga il corpo come spazio espressivo e generatore di nuove scritture somatiche e poetiche. Ha presentato i suoi lavori in festival come Aerowaves, Biennale Danza Venezia, MasDanza, ricevendo premi tra cui il Danza&Danza 2018 come coreografa emergente. Ha collaborato come interprete con Yasmeen Godder, Alessandro Sciarroni, Marco D’Agostin, Roberto Castello e Andrea Costanzo Martini. Cofondatrice dell’associazione VAN, è ideatrice del progetto Cactus | Progetti Spinosi e collabora alla programmazione danza di Festival Terreni Creativi. Affianca alla creazione un’intensa attività pedagogica e di tutoraggio in progetti come Incubatore/CIMD.

BIGLIETTO OMNICOMPRENSIVO a giornata

euro 10 biglietto intero
euro 5 under 12 e disabili
Prenotazione obbligatoria

In caso di pioggia verrà comunicato il luogo al chiuso dove si terranno gli spettacoli.
Gli spettacoli previsti alla Serra saranno annullati.

Alcuni spettacoli prevedono un pubblico limitato.